La vela, strumento di propaganda e arruolamento della Guardia di Finanza

La vela, come pochi altri sport, offre molteplici spunti e metafore utili in campo educativo-scolastico dai giovanissimi fino all’educazione degli adulti. È quindi gioco facile, per istituzioni che dispongono di mezzi e finanziamenti già stanziati per altre finalità come per esempio la Marina Militare, cooptare questa pratica sportiva e sociale, sia per l’attività di “marketing” – anche “territoriale”, come il giro del mondo dell’Amerigo Vespucci col suo “Villaggio Italia” che a breve attraccherà anche a Tokyo, peraltro con spese extra particolarmente ingenti per la sua organizzazione – sia di orientamento/arruolamento (vedi la tappa del pullman della Marina Militare approdata anche a Todi e raccontata in due nostri articoli (articolo 1 e articolo 2).

Oppure di diffusione in chiave elitaria di questo sport (vedi il nostro articolo sui pochi “fortunati” che partecipano al progetto MIM-Marina Militare), il tutto nel quadro di un accordo generale (leggi qui) che parte nel 2023 accelerando processi di militarizzazione “strisciante” preesistenti (il cavallo di Troia è sempre il cosiddetto ”orientamento” o le finalità educative-inclusive) e prosegue fino alla cronaca attuale che coinvolge nel 2024 anche il settore nautico-velistico della Guardia di Finanza che a Gaeta ha il suo centro nazionale di addestramento specifico.

Anche qui la ”scusa” incontrovertibilmente esplicativa è quella di un anniversario, la ricorrenza del 250° anno della fondazione del corpo della GdF che rileva il testimone dall’ultimo mega-anniversario, quello dell’Aeronautica Militare (1923-2023), talmente memorabile che il calendario del 2024 riporta in copertina ”2024 – 100+1″.

Come sempre accade, usufruendo, come si diceva, di finanziamenti già stanziati, ma anche di pubbliche relazioni e reti di collaborazione logistica di lunga tradizione e imbattibili per qualunque altra istituzione privata, lo strumento propagandistico per infiltrarsi nei luoghi comuni, abbattendo diffidenze o paure legittime dei genitori per l’uso delle armi o della forza ”legalizzata” in genere, seppur in chiave cosiddetta difensiva o ancora più sfacciatamente ”preventiva”, è appunto quello dell’inclusività partendo dal disagio o dalle disabilità motorie o psichiche.

L’ultimo esempio ci viene da Ravenna (vedi su Ravennatoday.it) dove un’associazione di finanzieri in congedo e non, sotto l’egida del comando provinciale, ha concluso su una barca a vela da loro gestita, un percorso di sostegno e inserimento di ragazzi autistici.

Sempre in collaborazione con la GdF, ma con coinvolgimenti e patrocini molto più in ”alto” come il Papa, il Ministro Musumeci e la comunità mussulmana italiana rappresentata da Nader Akkad Imam del Centro Islamico Culturale d’Italia è il progetto “Vela latina per la Pace” (leggi qui) partita ufficialmente da Gaeta, sede appunto della Scuola Nautica dei finanzieri, un esempio di war-washing da manuale: con un genocidio in Palestina appoggiato dal nostro governo, hotspot-lager per migranti dislocati in Albania, accordi con i trafficanti di esseri umani libici, supporti logistici e tecnici alla guardia costiera in Tunisia, una navigazione Italia-Tunisia con tappa a Ventotene, simbolo di un’Europa ormai assente, rappresenta un mezzo di distrazione di massa che ancora una volta passa attraverso il fascino della vela, questa volta quella tradizionale.

A differenza della Francia, o paradossalmente di tanti altri paesi nordici dove la vela è anche sport nazionale, non elitario, ma alla portata di tutti, in Italia prevale invece la componente status symbol e soprattutto competitiva che vede la vela associarsi nell’immaginario collettivo o al lusso, o alla competizione da Coppa America, insomma fondamentalmente alla regata più che alla navigazione meditativa a contatto con la natura: per questo una barca a vela in navigazione, grande o piccola, con dei/lle ragazzi/e a bordo soprattutto se con difficoltà di inserimento sociale di varia natura è un sicuro successo per l’Arma che la promuove, un ”premio” quasi comparabile al volo aereo offerto a dei/lle ragazzi/e liceali in Umbria durante le iniziative per l’anniversario a fine 2023 (leggi qui).

La nostra Aeronautica – ebbe a dire in quell’occasione Stefania Proietti presidente della Provincia di Perugia – è una scuola straordinaria in tutto il mondo. Quella del volo – ha poi affermato – è una passione che può tradursi in veri e propri percorsi formativi e occupazionali. Questa esperienza non dà solo opportunità ai ragazzi selezionati, ma apre alla curiosità e alla conoscenza, soprattutto dà la possibilità di scelta ai nostri giovani che possono così intraprendere percorsi capaci di fare la differenza per il futuro del nostro paese. Il nostro paese da queste esperienze può trarre nuova linfa, perché come popolo noi abbiamo la creatività, la forza e il coraggio di essere apripista in tanti settori“. Come si può leggere nemmeno tanto tra le righe, si associano tra loro vari luoghi comuni, dalla presunta esclusività italica in fatto di creatività, al coraggio e il desiderio di avventura, tutti immancabilmente smontabili portando altrettanti esempi di creatività, coraggio o desiderio di avventura in tante altre parti del mondo, tanto che l’impresa della giovanissima statunitense Cole Brauer, seconda in assoluto alla recente GLOBAL SOLO CHALLENGE il giro del mondo in solitario senza scalo su una barca di circa 12mt., arrivata al traguardo 10 giorni prima del nostro velista sardo Andrea Mura, solo un mese dopo, è stata ampiamente offuscata da un altro evento, il doppiaggio di Capo Horn dell’Amerigo Vespucci, oltre 4mila tonnellate di dislocamento, circa 300 persone di equipaggio su una barca di oltre 100mt di lunghezza.

E comunque, sempre buon vento a tutte e tutti!

Stefano Bertoldi, sociologo, giornalista freelance per Radio Onda d’Urto – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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