Da Milano riceviamo una segnalazione che riguarda l’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Oriani-Mazzini“. Si tratta della recente circolare 243 del 12 febbraio 2025 avente ad oggetto “offerte di studio e lavoro Forze Armate – Polizia” indirizzata, oltre che al personale scolastico, agli studenti e alle studentesse delle classi quarte e quinte.
Nel dettaglio, possiamo leggere che «la commissione orientamento in uscita segnala la possibilità di partecipare a uno sportello online sulle opportunità di lavoro e di studio offerte dalle forze armate e di polizia. Lo sportello di approfondimento, a cura di Assorienta, si svolgerà mercoledì 19 febbraio 2025
alle ore 16:00».
Su Assorienta l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si è già espresso in diverse occasioni (leggi qui oppure qui e anche qui) e ha sempre messo in evidenza l’assoluta inopportunità di svolgere attività di orientamento verso le carriere militari all’interno delle istituzioni scolastiche, dal momento che quello del soldato non è un mestiere come un altro.
La scuola sta subendo da troppo tempo un processo di invasione da parte delle forze armate, arrivato ormai a livelli inaccettabili. Come docenti, genitori e genitrici, studenti e studentesse dobbiamo provare a inceppare questo meccanismo che sta trasformando le nostre scuole in una specie di ufficio di collocamento a disposizione del Ministero degli Interni e del Ministero della Difesa, alla ricerca di 40.000 soldati da utilizzare in tutte le situazioni strategiche e da reclutare proprio nelle scuole, come sostiene il Generale Masielllo. A tal proposito rinviamo al convegno tenutosi a Torino il 7 febbraio sul mestiere del soldato (clicca qui per gli interventi video) che ci pare un ottimo punto di partenza per rilanciare una riflessione collettiva su un fenomeno che sta letteralmente stravolgendo la scuola italiana.
Nel mezzo mezzo di una terza guerra mondiale combattuta a pezzi, tutt3 abbiamo l’obbligo di sottrarre la scuola alla logica dell’addestramento e delle armi e come docenti dobbiamo utilizzare tutti i passaggi collegiali a nostra disposizione perché queste iniziative vengano rispedite al mittente. La scuola è e deve rimanere luogo di pace e non uno spazio a disposizioni delle forze armate e di polizia.
Il nostro primo monito, dunque, si rivolge agli studenti e alle studentesse affinché con la consapevolezza necessaria che le nuove generazioni devono mettere in campo per costruire concretamente la pace tra i popoli declinino l’invito a partecipare a iniziative di propaganda per il mestiere del soldato, rifiutino cioè di abdicare alla propria autonomia decisionale nell’eseguire meri ordini dall’alto, soprattutto quelli che impongono di uccidere.
Invitiamo, inoltre, chiunque abbia a cuore il futuro della scuola e delle generazioni future a informarsi sulle attività dell’Osservatorio sul nostro sito (https://osservatorionomilscuola.com/), ad aderire alla nostra organizzazione (https://osservatorionomilscuola.com/contatti/) e a segnalarci i casi di militarizzazione al seguente indirizzo mail osservatorionomili@gmail.com.
Suggeriamo infine a genitori, genitrici, studenti e studentesse e personale scolastico di utilizzare gli strumenti indicati nel prezioso Vademecum contro la militarizzazione delle scuole (clicca qui) e di affiancare l’Osservatorio nella sua quotidiana pratica di resistenza.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Milano
