Militarizzazione ed educazione: “Villaggio della Legalità” a Roma con Forze Armate

Venerdì 11 aprile si è aperto a Roma il “Villaggio della Legalità”, un evento nato per festeggiare il 173° anniversario della fondazione della Polizia e che è andato avanti l’intero weekend.

Come scrive la Polizia di Stato nel commentare la giornata di inaugurazione, protagonisti sono stati i giovani, cosa che non sorprende visto che il crescente fenomeno di militarizzazione ha come target privilegiato proprio l’infanzia e l’adolescenza (https://www.poliziadistato.it/articolo/1567f8e54fa3415526675160).

Allestita a Piazza del Popolo, l’iniziativa prevede spettacoli teatrali rivolti ai bambini e alle bambine delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Obiettivo dell’evento (https://www.funweek.it/evento/festa-della-polizia-di-stato-villaggio-della-legalita/) è far conoscere da vicino il mondo della Polizia e le attività svolte a tutela della comunità al fine di costruire una società più sicura e consapevole.

Tra le attività che si svolgeranno in questo weekend: conferenze sui temi della sicurezza stradale, della lotta alla droga; esibizioni di unità cinofile, artificieri e atleti delle Fiamme Oro; attività interattive per grandi e piccini; possibilità di effettuare gratuitamente esami specialistici e possibilità di partecipare a corsi BLSD e manovre di rianimazione cardiopolmonare; esposizione di mezzi quali Lamborghini (probabilmente la stessa che ha sostituito la scopa della befana!) Urus e Huracan, Volante Alfa Romeo Tonale, Land Rover Defender, Alfa Romeo Stelvio, Tesla, BMW 1200 Polizia Stradale, auto e moto storiche della Polizia; Visita all’Elicottero AB212 utilizzato per l’arresto di Bernardo Provenzano, visita del Simulatore Acquascooter…

E ancora: esibizione delle fanfare compresa quella a cavallo ripresa nel video propagandistico della polizia (Prova a guardare il video su www.youtube.com) che apre proprio con un commento sul legame della fanfara della polizia con tante scuole di Italia.  

Non manca l’Angolo della Memoria con l’esposizione della teca con i resti della Quarto Savona 15 (la scorta di Falcone), l’angolo “Photoboot” che consente di scattare una foto ricordo gratuita e la Parete di Arrampicata Sportiva con i poliziotti della montagna di Moena.

Non manca nulla, lo sport, la salute, la storia, le conferenze, le mostre, le esposizioni…ogni spazio è occupato per promuovere questa cultura della legalità che si dimentica dei pestaggi di stato compiuti dalla polizia: Aldovrandi, Cucchi, Rasman, Bianzino, Ferrulli, Budroni, Magherini (https://ristretti.org/giustizia-aldrovandi-uva-cucchi-ferulli-budroni-tutti-morti-nelle-mani-dello-stato); delle lezioni di manganello; dei manganelli usati contro gli studenti e le studentesse durante manifestazioni pacifiche.

La trasparenza e l’onestà avrebbero infatti cozzato con il lavoro dell’Ufficio Concorsi e Ispettorato Scuole, presente ovviamente in piazza, pronto a dare informazioni sulle modalità di accesso alla Polizia di Stato il cui lavoro è di fatto compatibile con il poliziotto burlone che gonfia e regala palloncino ai bambini o la strumentalizzazione di Geronimo e Tea Stilton due eroi della lettura dell’infanzia.

Ad accompagnare l’evento la circolare dell’USR Lazio dell’8 aprile, in occasione del 173° anniversario della polizia, con oggetto: “la verità nelle tracce oltre 120 anni di polizia scientifica, un viaggio multimediale alla scoperta della polizia scientifica, attraverso la lente d’ingrandimento dello specialista” a ricordarci che oltre a piazza del polo la polizia ha occupato anche gli spazi di galleria Colonna fino al 27 aprile.

Si legge nella circolare: “L’esposizione si configura come un viaggio immersivo e multimediale pensato per offrire alle studentesse e agli studenti un’esperienza di apprendimento completa, che permetta loro di ascoltare, leggere, comprendere e apprezzare le varie attività svolte dalla Polizia Scientifica in tutte le sue molteplici declinazioni, attraverso la prospettiva di esperti del settore. […] L’uso del multimediale nelle diverse stanze stimola i visitatori, permettendo un’immedesimazione nelle varie figure professionali che operano nel campo della Polizia Scientifica. […] diventa uno strumento attivo per comprendere a fondo le attività degli specialisti, invitando le studentesse e gli studenti a esplorare e approfondire con curiosità e interesse personale tutte le discipline correlate“. Avvicinare giovani in vista di una possibile entrata nella polizia, In una parola: arruolarsi!

Colpisce il linguaggio seduttivo atto a trasformare un’opera di propaganda in un percorso formativo: apprendimento completo, viaggio immersivo, la Verità, multimedialità, non elemento puramente suggestivo, ma strumento attivo, immedesimazione, esperti del settore…

Sono anni che l’Osservatorio denuncia questa invasione delle Forze “armate” nelle scuole, nelle università e negli spazi extra scolastici dei bambini, e anche l’Osservatorio con il fine di contribuire a rendere più sicura e consapevole la nostra società, ma con concetti di sicurezza e consapevolezza che vanno in direzione contraria a quelli delle forze dell’ordine e delle scelte politiche di molti nostri ministri e parlamentari: la nostra sicurezza si basa su una società accogliente, che ripudia le armi e la guerra, che non crea la consapevolezza del terrore, ma educa alla pace, al dialogo, all’apertura all’altro, che non crea nemici da combattere o pericoli da sventare, ma costruisce relazioni sane per la realizzazione di un mondo migliore.

Consigliamo vivamente alle docenti che hanno portato le classi a questa manifestazione di riflettere sul contesto storico che stiamo vivendo: sulle scelte belliciste dell’Europa e del nostro governo, sul clima repressivo generale (che peggiorerà con l’entrata del decreto legge sicurezza) e sul ruolo che tutte le FFAA e delle forze dell’ordine hanno in questo contesto.

Ricordiamo gli strumenti costruiti dall’Osservatorio per contrastare il fenomeno della militarizzazione delle scuole e delle università: il Vademecum e la lettera di esonero che invitiamo tutte le famiglie a fare pervenire alle scuole.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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