In una intervista al giornale «Bild», Il Ministro degli Esteri tedesco ha criticato aspramente il presidente Zelensky chiedendo all’Ucraina di tutelare maggiormente gli interessi economici tedeschi. Dopo l’aumento dei finanziamenti UE all’Ucraina, la Germania si sarebbe attesa riconoscenza e qualche vantaggio per l’industria bellica sotto forma di acquisto di armi e tecnologie. In sostanza, Wadephul chiede a Kiev di «coinvolgere l’industria della difesa tedesca in tutte le misure di approvvigionamento».
Gli USA hanno ottenuto indubbi vantaggi dalla guerra alle porte dell’Europa: scaricare l’onere economico del sostegno all’Ucraina alla UE, assicurarsi la fornitura di metalli rari e materie prime a basso costo, ricevere ordini per le loro aziende belliche da qui ai prossimi anni. I contribuenti tedeschi stanno pagando a caro prezzo il supporto alla difesa dell’Ucraina, ma i magazzini restano pieni e le linee ferme, al contempo la tanto decantata autonomia produttiva europea in campo militare tarda a venire dipendendo ancora dalle forniture statunitensi.
Stiamo parlando di una situazione che nel tempo si è fatta insostenibile, se pensiamo che tra i Paesi UE Berlino è quello che maggiormente si è impegnato per il Riarmo. In sostanza, Kiev vuole i soldi europei, ma acquista armi dagli USA con cui fa accordi commerciali.
Con le elezioni alle porte, le preoccupazioni tedesche aumentano se il Ministro esce allo scoperto chiedendo una inversione di rotta. I 90 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina, infatti, specie in tempi di crisi economica, diventano un peso rilevante oltre a un evidente smacco politico.
Da anni ormai l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia i processi di militarizzazione nel mondo dell’istruzione e nel corpo sociale, soffermandosi periodicamente sui processi di Riarmo. Il mito della difesa comune europea, il ripristino della leva, le riforme della organizzazione propria delle forze armate sono parti significative di questo processo. Le recenti elezioni regionali in Germania, i 50 mila licenziamenti nel gruppo Volkswagen suonano come campanello di allarme per un Paese che più di altri sta spingendo per il Riarmo europeo, trovando crescenti difficoltà nel motivare la ragione di questa svolta bellicistica.
I nodi vengono al pettine e con essi anche i ritardi della Germania nell’ammodernamento del complesso militar-industriale. La guerra è cambiata e oggi servono meno mezzi corazzati tradizionali e più droni; meno strumenti tradizionali e maggiore apporto tecnologico ai sistemi di guerra di ultima generazione. Servono contingenti militari maggiori, ma allo stesso tempo meno carri armati e più aerei senza pilota, droni modificati da civili a militari con immediata connettività satellitare.
Come nel caso delle auto elettriche, la Germania paga il ritardo anche nelle tecnologie militari. Per fare degli esempi calzanti, Paesi come USA, Gran Bretagna, Turchia e Israele sono assai avanti nella costruzione di droni e hanno allargato il loro raggio di azione anche in Ucraina con alcune join venture. I telai e parte delle componenti dei droni arrivano dalla Cina che, in teoria, a detta di Trump, aiuterebbe la Russia nella guerra in corso. L’Italia si sta muovendo in questi scenari più della Germania, quanto poi alla gestione dei dati, gli USA hanno una ampia rete di satelliti (ad esempio la rete di Starlink).
I vertici militari ucraini hanno bisogno di droni e missili più che dei carri Leopard o dei pezzi d’artiglieria tedeschi, nel frattempo le armi donate da Biden nel primo anno di conflitto ucraino tornano ad agitare i sonni di Trump che chiede ai Paesi europei di ripagare quella donazione, cessando ogni pretesa verso gli Stati Uniti. È evidente a vantaggio di chi siano i rapporti di forza, tutto il resto è secondario.
Fonti:
- Esclusiva BILD: Wadephul improvvisamente mette pressione su Zelensky | Politica | BILD.de
- Il ministro degli esteri tedesco si lamentò che l’Ucraina non sta comprando abbastanza armi tedesche
- La beffa delle armi: Berlino paga il conto di Kiev, ma l’Ucraina compra da Stati Uniti, Londra e Pechino
- Why Won’t China Cut Ukraine Off From Drone-Related Sales?
Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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