Peace-washing a scuola: dati, dossier e l’ombra di Leonardo Spa

L’ ultima puntata di Scuola Resistente su Radio Onda d’Urto (clicca qui) accende ancora una volta i riflettori sulle amicizie pericolose tra Leonardo Spa e il sistema scolastico, in questo caso del Lazio, oltre che di Roma e provincia.

Il dossier “La scuola di Leonardo“, curato da Gianluca Coeli (Università di Girona) per BDS (clicca qui per il Dossier), ricostruisce questi rapporti in maniera molto chiara e in qualche modo didatticamente già fruibile in classe con gli studenti, come strumento di conoscenza “pratica” del concetto di militarizzazione.

Leonardo è il principale gruppo industriale italiano della difesa e il Ministero dell’Economia ne detiene il 30,2%. Queste collaborazioni, come più volte ricordato, normalizzano l’industria bellica a scuola attraverso un’operazione nemmeno troppo sofisticata e nascosta di peace-washing: le iniziative, infatti, vengono candidamente presentate come “formazione digitale”, “orientamento STEM” e perfino “contrasto alla dispersione scolastica”. Tutto ciò mentre l’azienda fornisce armamenti a Paesi in guerra, tra cui Israele (cannoni navali, addestratori M-346, elicotteri, rimorchi per carri armati).

Nell’intervista si sottolinea come tutti i dati contenuti nel report purtroppo possono essere considerati addirittura per difetto in quanto mano a mano che passano gli anni, anche a causa del “pungolo” dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e della sua rete di informatori, l'”ufficialità” dei siti web, comprese, appunto, le circolari “compromettenti”, ha iniziato a passare attraverso accessi riservati solo a famiglie/studenti e docenti.

Lo studio, infatti, ha esaminato i siti web di 201 istituzioni. Il 15,2% delle scuole secondarie statali documenta collaborazioni, soprattutto in alternanza scuola-lavoro (FSL, ex PCTO), orientamento, discipline STEM e cybersecurity. Il programma più diffuso è “In volo con Leonardo“. I casi più strutturati sono tre: un “Liceo Digitale” co-progettato con l’azienda, con esperti presenti nelle ore curricolari di matematica; un corso triennale gratuito in cybersecurity per ragazzi di 14-17 anni, nato da un accordo con la Città Metropolitana; la presenza di Leonardo come socio fondatore di diverse ITS Academy e come produttore di videolezioni STEM per una grande casa editrice scolastica, con oltre 1.750 scuole raggiunte a livello nazionale.

Il dossier segnala, inoltre, il  ruolo sottovalutato ma altrettanto grave di questa multinazionale della morte nel campo della gestione e analisi dei dati: se pensiamo al possibile incrocio con le varie piattaforme già in uso nelle scuole, i registri elettronici, i vari “portfolio”, i dati degli studenti tra i quali, la nazionalità/provenienza, ecc. la partecipazione alla gestione dell’Anagrafe Nazionale Studenti appare quantomeno inquietante.

BDS rileva oltre a ciò una crescente opacità in questa gestione “strategica” dei dati, perché molte scuole hanno rimosso dai propri siti le circolari su queste collaborazioni o come dicevamo le hanno rese inaccessibili dall’esterno. Per questo i dati raccolti vanno considerati come parte di un fenomeno più ampio, che richiede un lavoro di consapevolezza critica con gli studenti e studentesse.

Ascolta qui l’intervista su Radio Onda d’Urto.

Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università


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