Anche a Molfetta, in provincia di Bari, come nel resto del nostro Paese si consuma quel pericoloso processo di militarizzazione delle scuole a colpi di iniziative sistematiche e martellanti tese a normalizzare la guerra e rendere più vicine alla cittadinanza e familiari le Forze Armate.
Giunge, infatti, all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università la segnalazione di un Protocollo d’intesa siglato tra scuole e Caserma “Domenico Picca” di Bari con la partecipazione dell’Associazione Eredi della storia di Molfetta, un’associazione di “storia patria” che si prefigge lo scopo di ricordare eventi bellici ed “EROI MOLFETTESI” con un memoriale di cimeli delle diverse «guerre 15-18, 40-45 e di quelle meno note (Guerra italo-turca, Guerra d’Africa)», come si legge dalla loro pagina Facebook (clicca qui).
Sorvolando sul fatto che, forse, l’oblio di entrambe quelle “guerre meno note“, cioè quella italo-turca e quella d’Africa, è dovuto al fatto che si trattava di pessime campagne coloniali all’interno di un quadro di predazione nazionalistica di territori asiatici e africani, di cui oggi paghiamo, tristemente, numerose conseguenze legate alla destabilizzazione culturale e sociale di quelle aree, ciò che denunciamo, come in altre zone d’Italia, dalla provincia di Salerno (clicca qui) a Brindisi (“lezioni di combattimento in caserma“), è il fatto di condurre le scolaresche in caserma. Tutto ciò obbedisce ad una precisa strategia di familiarizzazione con la guerra e di normalizzazione della presenza di militari nella vita quotidiana.
Inoltre, sarebbe il caso di riflettere anche sul fatto che gli studenti e le studentesse sono stat* condott* all’interno della Caserma “Picca” di Bari nella Giornata della Memoria, il 27 gennaio, come se non ci fossero abbastanza associazioni oppure organizzazioni della società civile che possano occuparsi di come ebrei, oppositori politici, zingari, omosessuali e testimoni di Geova furono sterminati dai nazisti con la complicità dei fascisti anche in Italia (clicca qui).
Non solo, sempre da Molfetta giunge all’Osservatorio la segnalazione di un intervento dell’Esercito in una scuola superiore, anche in questo caso secondo un canovaccio già noto a chi scrive, che raccoglie segnalazioni da tutta Italia.
In particolare, si tratta del Liceo Scientifico OSA “R. Levi Montalcini” di Molfetta (clicca qui per la circolare), nel quale con l’obiettivo specifico di fare reclutamento di quei 40.000 soldati mancanti, come ha chiaramente affermato in Generale Carmine Masiello in un intervento (clicca qui), l’Esercito entra nella scuola «per [far] conoscere le possibilità professionali offerte dalla Forza Armata e nel contempo la storia, il ruolo e l’impiego dell’Esercito in campo nazionale e internazionale».
Facciamo appello ai colleghi e alle colleghe pacifist*, agli studenti e alle studentesse antimilitarist*, ai genitori e a tutti\e coloro i\le quali sono sensibili al fenomeno della militarizzazione delle scuole affinché in questa e in altre circostanze possano avvalersi degli strumenti che l‘Osservatorio ha messo a disposizione per opporsi a questa deriva bellicista, come è stato fatto in altre città (Gallarate, Torino).
Invitiamo, pertanto, a prendere visione e ad utilizzare le mozioni del Vademecum (clicca qui) per impedire iniziative militariste nelle scuole e negare la partecipazione dei\delle propri\e studenti\esse e figli\e ad incontri che vedono gli esponenti delle Forze Armate come docenti e formatori.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Bari

[…] Lucivero ha illustrato le ultime segnalazioni che riguardano la militarizzazione della Puglia, con Molfetta e Brindisi, e l’orizzonte interpretativo dei ragazzi e delle ragazze all’interno delle […]
[…] Pubblichiamo un Comunicato Stampa congiunto di movimenti, associazioni e partiti di Molfetta (BA) su un episodio di revisionismo storico operato da un’associazione cittadina che è stata già oggetto di una denuncia dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università per aver mediato su un protocollo d’intesa tra scuole e caserma Picca di Bari (leggi qui). […]